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Come cambierà la gestione del dato in azienda dopo il Covid-19?

Abbiamo incontrato Carlo Torniai Director of Strategy, Planning & Digital Ventures House at FIFA. PhD, Executive MBA

05 Aprile 2020 News Data, AI & Tech

Relazione con i clienti e nuovi modelli di business, Human Resource e sicurezza, Infrastruttura e cybersecurity: sono queste le aree in cui ci saranno una più intensa applicazione e/o un diverso utilizzo dei dati post covid 19.

Carlo Torniai

Abbiamo incontrato
Carlo Torniai  Director of Strategy, Planning & Digital Ventures House di
FIFA. PhD, Executive MBA e relatore di CDO - CHIEF DATA OFFICER 2020

 

 

Come cambierà la gestione del dato in azienda dopo il Covid-19?

La gestione e l’utilizzo dei dati sarà ancora piu cruciale per le realtà aziendali che si trovano già adesso a fronteggiare gli scenari creati dal Covid-19. Alcune tendenze generali (crescita o addirittura spostamento di molte attività nel mondo digitale, diverse modalità di rapporto con clienti) stanno già richiedendo – e lo faranno sempre più – una intensa spinta all’utilizzo e a una diversa applicazione dei dati.

Alcune aree in cui ci saranno una più intensa applicazione e/o un diverso utilizzo dei dati sono le seguenti:

Relazione con i clienti e nuovi modelli di business: Molte aziende si trovano di fronte alla quasi totalità dell’interazione coi clienti (e fornitori) che avviene nel mondo digitale/online. Per essere tempestivi e selettivi nell’interazione è necessario rinforzare, cambiare o implementare approcci basati su analisi dei dati, automazione e intelligenza artificiale. Inoltre alcune nuove modalità di business che per forza di cose sono nate o si sono incrementate (pensiamo ad esempio all’attività di ordini e delivery on-line nel mondo della ristorazione) permettono una raccolta e un utilizzo di dati che alcune realtà non avevano prima a disposizione (quindi una buona opportunità di migliorare o creare altri servizi con una conoscenza diretta dei clienti).

Human Resource e sicurezza: Dovremo mettere in conto che i livelli di monitoraggio e sicurezza in molte aziende si dovranno adattare e evolvere. In particolare, in contesti industriali complessi, i dati saranno usati sempre di più per monitorare e garantire le necessarie condizioni di sicurezza. Dall’altro lato, lo spostamento di molte attività nel mondo digitale e la conseguente disponibilità di informazione quantitative rispetto alla forza lavoro può essere un’occasione per implementare sistemi più efficaci di data-driven HR e people analytics.

Infrastruttura e cybersecurity: In periodi di crisi come quello attuale sappiamo che l’attacco a infrastrutture informatiche si intensifica. La sicurezza dei dati in possesso di realtà aziendali è, se possibile, ancora più cruciale e richiede la messa in atto di approcci nuovi e più robusti basati su tecniche di monitoraggio dell’informazione avanzata. Sarà quindi sempre più importante utilizzare dati e algoritmi da un lato per far fronte alle nuove emergenze e esigenze e dall’altro per cogliere le nuove opportunità.

Un piccolo caveat: l’aumento di domanda in alcuni servizi online all’inizio del lockdown (ad esempio quelli un grande player della spesa on-line inglese) ha “ingannato” i sistemi di monitoraggio basati su algoritmi di intelligenza artificiale che hanno erroneamente interpretato il traffico anomalo come un attacco informatico e reso i servizi inutilizzabili. Lo scenario “non convenzionale” creato dal covid-19 deve renderci più consci della vulnerabilità di certe soluzioni e spronarci a un utilizzo dei dati e alla creazione di soluzioni intelligenti in cui la presenza del fattore umano (il cosiddetto human in the loop) sia considerata fondamentale nel processo decisionale di utilizzo di dati e di implementazione di soluzioni basate su intelligenza artificiale.

In che modo il lavoro del CDO è diventato ancora più smart e agile?

L’emergenza COVID-19 ha imposto una flessibilità e una tempestività di risposta che precedentemente potevano essere meno necessarie. In questo senso capisco l’attributo ‘agile’.

Sulla parte ‘smart’ credo che la situazione attuale abbia incentivato, o meglio, abbia quasi “forzato” a pensare, ri-pensare e ridefinire l’uso del dato nei vari contesti per rispondere a una situazione non prevedibile e mai sperimentata in precedenza (come evidenziato nella risposte alla prima domanda). Da questo punto di vista la figura del CDO sarà ancora più centrale come punto decisionale e come supporto operativo a tutti i livelli dell’attività aziendale. Credo che l’attributo “smart” sarà meritato se il lavoro del CDO saprà cogliere le sfide e le opportunità che i nuovi scenari post Covid-19 ci stanno proponendo.