Quali sono le novità del Decreto Correttivo alle quali prestare la massima attenzione? Quali le conseguenze?

Jacopo Recla (foto)

Intevista a Jacopo Recla, Socio – Avvocato dello Studio legale Bertacco Recla, docente del corso Vendere alla Sanità che si terrà a Milano il 30 e 31 gennaio 2018.

Il Decreto Correttivo ha introdotto varie modifiche che impattano direttamente sulla formulazione delle offerte.

Una prima novità rilevante è la previsione secondo cui deve essere rispettato un “tetto massimo per il punteggio economico entro il 30%” nelle gare da aggiudicare sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo. Per quanto criticata di recente anche dall’Autorità Garante della Concorrenza, questa previsione modifica in alcuni casi in modo radicale l’impostazione delle gare e impone di conseguenza la necessità di adeguare (i bandi e) le relative strategie commerciali.

È fondamentale prestare la massima attenzione anche alla norme che ora impongono agli “institori e i procuratori generali” l’obbligo di dichiarare in ordine all’assenza di cause di esclusione (recentemente confermata con il Comunicato di ANAC dell’8/11/2017) e alle nuove cause di esclusione delle quali deve essere dichiarata l’assenza da parte di tutti i soggetti elencati dall’art. 80.

Rimane inoltre in vigore, anche se da molti fronti ne era stata auspicata l’abrogazione, l’obbligo di indicare già in sede di offerta, in determinate ipotesi, la terna dei subappaltatori.

Cosa è cambiato negli affidamenti diretti?

Il Decreto Correttivo introduce molte novità importanti proprio volte a semplificare ancora di più gli affidamenti di importo inferiore a Euro 40.000, anche rispetto a quanto stabilito dal Codice e precisato da ANAC. In particolare è previsto che le stazioni appaltanti possano procedere all’affidamento diretto “anche senza previa consultazione di due o più operatori economici”.

Inoltre, per tali procedure le stazioni appaltanti possono decidere di non richiedere né la garanzia provvisoria, né quella definitiva. Inoltre vengono introdotte ulteriori semplificazioni, ad esempio in relazione al contenuto della determina a contrarre, all’accertamento dei requisiti e alla verifica “a campione” dell’assenza di cause di esclusione (per gli affidamenti nei mercati elettronici). 

Quali le strategie per ridurre al minino i tempi di partecipazione alle gare?

Il Codice ha ridotto i termini di presentazione delle offerte e dunque è molto importante essere costantemente aggiornati sulle modifiche introdotte dal Correttivo e dalle Linee Guida di ANAC approvate e in corso di approvazione per poter beneficiare da un lato delle novità più favorevoli e per evitare dall’altro di incorrere in errori e possibili contestazioni e quindi esclusioni dovute alla mancata conoscenza delle nuove previsioni.

Il Decreto Correttivo – con le sue 300 modifiche al Codice -,  le Linee Guida e gli altri atti attuativi incidono infatti direttamente sia sulle modalità di formulazione delle offerte, sia sullo svolgimento delle procedure di gara.

Da questo punto di vista, anche per poter predisporre più rapidamente le offerte in relazione a gare che spesso contengono richieste diverse, è opportuno prevedere uno standard di documentazione che consenta di fronteggiare tali richieste avendo la certezza di fornire documentazione corretta e completa dal punto di vista della Società, anche a fini di conformità con i principi di compliance.

Quali sono le altre modifiche di più immediato impatto sulla presentazione delle offerte ?

Come detto, le modifiche del Decreto Correttivo impattano su varie fasi ed aspetti delle gare: dalle modifiche del subappalto e le precisazioni in ordine alla necessità di massimo dettaglio dei contratti di avvalimento, alla riduzione dei termini di presentazione delle offerte, al rating di impresa, alla possibilità di cumulare le riduzioni degli importi delle garanzie, fino alla disciplina delle ipotesi di mancato funzionamento o malfunzionamento delle piattaforme telematiche.

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