Quali saranno gli sviluppi del digital e quali le sfide per il settore farmaceutico?

P6125_titolo

In occasione di Digital Pharma 216, evento ideato e organizzato da IKN Italy  dedicato all’evoluzione digital del settore farmaceutico, autorevoli relatori hanno condiviso con la platea le proprie esperienze e i propri sentiment relativi alle sfide e alle criticità di un settore in continua trasformazione.
In Italia gli utenti internet sono 37,7 milioni (dati Eurisko): la rete viene utilizzata in modo elevato sia dai medici che dai pazienti come fonte di informazione. “La vera criticità oggi è rappresentata dalla digital disruption” dichiara Salvatore Ruggiero, Ceo Merqurio e Chairman di Digital Pharma.Attualmente le fonti di informazione per i pazienti sono numerose, la diffusione dei social network condiziona sia le modalità di reperimento delle informazioni, sia la velocità con cui si influenzano vicendevolmente. “Ma i social network possono anche considerarsi una grande fonte di informazione nel settore della farmacovigilanza che va ad integrarsi con altri strumenti” dichiara Laura Sottosanti, Farmacovigilanza AIFA. E continua: “Il problema principale è l’identificabilità del paziente, sarebbe necessario poter contattare il segnalatore ma ciò implicherebbe meno libertà da parte dello stesso: infatti, sappiamo che, se la segnalazione è anonima, il segnalatore si sente più libero. Stimiamo circa 5. segnalazioni all’anno, l’Italia si trova in uno dei primi posti a livello europeo”. AIFA, per facilitare le segnalazioni via web da parte di qualsiasi utente, ha incaricato l’Università di Verona di sviluppare una piattaforma – vigifarmaco.it – per inviare segnalazioni di reazione avversa.3
Laura Sottosanti, Farmacovigilanza AIFA
Ma cosa cerca il paziente sul web? Come l’informazione online influenza il suo comportamento? L’utente cerca di tutto, da approfondimenti relativi a specifici problemi di salute e patologie a informazioni sui farmaci, dai medici più autorevoli a suggerimenti sui corretti stili di vita. “Il paziente ora ha un ruolo attivo nella prescrizione, ha maggiore consapevolezza e ha la necessità di relazionarsi: diventa un vero opinion leader” dichiara Daniela Bernardini, Patient Safety Manager Astrazeneca. E conclude: “I benefici ci sono se l’informazione è controllata; sfortunatamente incorriamo in numerosi rischi, basti pensare che il 77% delle ricerche viene fatta su Google e solo il 13% su siti specialistici”. Un paziente su tre pratica l’autodiagnosi, in questo modo va incontro a maggiori eventi avversi e costi.4
Daniela Bernardini, Patient Safety Manager AstrazenecaUn primo esempio concreto di portale controllato è spaziotiroide.it, realizzato da Bracco in seguito alla perdita di leadership di mercato, come spiega Dario Lamperti, che in azienda ricopre il ruolo di Pharma Marketing Manager: “ si tratta di un progetto istituzionale e culturale, oltre che di servizio, sia per l’utente che per il medico”.Un altro esempio di sito controllato e autorevole è medicitalia.it, nato come semplice motore di ricerca per trovare il medico più adatto, ora è diventato una importante risorsa per il cittadino in ambito medico sanitario: basti pensare che muove 6 milioni di utenti l’anno. Perché l’utente cerca un consulto online? “Spesso è disorientato, l’unico punto di riferimento è il medico ma può capitare che non soddisfi le aspettative del paziente. Così decide di riversarsi in rete e cercare, attraverso il motore di ricerca, la propria patologia o i sintomi” dichiara Valter Vita, Founder Medicitalia. E continua: ”Non abbiamo mai portato avanti una strategia comunicativa, ma abbiamo ascoltato il medico da una parte e il paziente dall’altra, facendo così terapia informativa per ogni specialità clinica e avvicinando i due attori della sanità, il medico e il paziente”.foto valter vita
Valter Vita, Founder Medicitalia
Il digitale, da supporto della comunicazione, diventa ora leva strategica di marketing: si parla di ascolto partecipato che si basa su una relazione, su un dialogo tra le diverse parti. E’ il caso di #meetsanofi, l’hashtag creato da Sanofi come mezzo di ascolto del web: “Abbiamo voluto creare un link tra piazza online e offline – dichiara Giampaolo Colletti, Digital Communication Manager Sanofi Italia – Attraverso l’online raggiungiamo l’offline: abbiamo infatti notato che riusciamo ora a essere più presenti nei diversi territori, e ciò grazie ai social network”. Le community “controllate” giocano un ruolo fondamentale nei settori medico e farmaceutico: il paziente è più informato e coinvolto. La figura del medico sta indubbiamente cambiando, sia a causa del salto generazionale, sia per il ruolo centrale che oggi occupa il paziente.FOTO_giampaolo_cOlLETTI“La classe medica però non ha ancora capito quanto sia importante creare contenuti autorevoli sul web, con l’obiettivo di illustrare al paziente le problematiche della propria patologia e, conseguentemente, spingerlo a fare una visita medica” dichiara Maurizio Canzonetta, Multichannel Manager Leo Pharma.
Particolarmente sensibile alle tematiche digital è Unique Pels Alta Cosmesi, azienda produttrice e distributrice di prodotti cosmetici che ha affrontato la digitalizzazione su Facebook, come social primario, e successivamente su Pinterest, Google+, Instagram – grande il successo del progetto “le pillole di UniquePels”, che ha consentito di triplicare i follower – e Twitter. – con il progetto di customer care che coinvolge il reparto di cosmetologia dell’azienda che risponde alle domande della clientela. L’esperienza di Guna nel settore dell’omeopatia porta a riflettere su quanto le strade tradizionali di marketing e comunicazione siano ancora di grande importanza ed efficacia come la formazione rivolta agli stakeholders. Non meno interessante il progetto portato avanti dal Centro Medico Santagostino, poliambulatorio milanese, che ha all’attivo una piattaforma che consente servizi di prenotazione e pagamento online assolutamente automatici a qualsiasi ora del giorno e della notte. Sarà il futuro dei diversi centri medici?
Ci sono inoltre esperienze nate dai social network che si sono poi trasformate in associazioni: è il caso dell’Associazione RTS – Una vita Speciale Onlus nata da una condivisione digitale di esperienze di vita di pazienti affetti da malattia rara. Sonia Pizzato, Vice Presidente dell’Associazione RTS, racconta la loro storia, basata sulla necessità di confronto tra i malati, e le iniziative promosse dal coordinamento delle malattie rare.
Che impatto hanno le Wearable Technology sul settore farmaceutico? Il panel di discussione fa emergere interessanti punti di vista. E’ opinione di tutti i presenti che la finalità debba essere l’efficienza di sistema, che possa cioè garantire un risparmio effettivo per la sanità e non solo un guadagno per il produttore. Ma l’industria farmaceutica diventerà una società di servizi? Quali i prossimi passi della weareble technology?
IIR dà appuntamento alla prossima edizione di Digital Pharma!

Prossimi eventi e corsi


Idoneità dei Materiali a Contatto con gli Alimenti

Procedure e prassi operative per una corretta valutazione della conformità dalla fase di progettazione alla fase di realizzazione del prodotto 03 Ott - 04 Ott 2017, Milano

Demand Planning e Sales Forecasting

modelli e strategie a supporto del Supply Chain Management 19 Set - 20 Set 2017, Milano