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Futuro del Lavoro e Nuove Tecnologie: integrazione e formazione le parole chiave

12 Dicembre 2017 News

Intervista a Francesca Cattoglio Socio Unico di IKN Italy a cura di Pietro Gentile - Tecnofuturo

1) Dall'Università di Oxford sino al MIT di Boston, negli ultimi quattro anni vari studi affermano che a breve milioni di posti di lavoro saranno cancellati dalle nuove tecnologie, tra cui l'intelligenza artificiale, e verranno sostituiti da nuovi lavori numericamente inferiori, per la cui creazione sarà necessario maggior tempo e che saranno dislocati in aree diverse del mondo.

 Che cosa sta emergendo dai convegni ideati da IKN?

 È indubbio che sviluppo e innovazione tecnologica abbiano e stiano radicalmente cambiando il nostro modo di vivere e di lavorare.

Nel corso del Forum Banca 2017, il tema dell’Intelligenza Artificiale è stato al centro di numerosi dibattiti: la macchina si sta umanizzando (basti vedere la versione dell’avatar di Soul Machine pubblicata lo scorso Maggio) e l’attività umana si sta robotizzando.

Automatizzando delle attività a basso valore aggiunto, l’Intelligenza Artificiale permette infatti di aumentare l’efficienza interna, con relativi vantaggi sia per il cliente (riduzione tempi di risposta) che per l’azienda (abbattimento dei costi e efficacia dei controlli), specie se alla stessa viene associata una tecnologia Cognitiva.

Se da un lato è evidente l’ondata di innovazione che stiamo vivendo, dall’altro in ogni dibattito emerge come la componente e l’expertise umana non possano venire meno del tutto; ancora oggi l’uomo è l’elemento che fa la differenza. E proprio per questo risulta più che mai fondamentale il continuo aggiornamento; l’onda va cavalcata.

Non credo che nel tempo si verificherà quindi una “sostituzione” del lavoro umano, ma una “Integrazione” tra lavoro delle macchine e lavoro degli uomini.

2) Molti istituti a livello mondiale quali World Economic Forum e OCSE ritengono che l'unica vera soluzione per far fronte all'avanzamento inarrestabile delle tecnologie robotiche e dell'Intelligenza Artificiale sia la Formazione, concorda con tale affermazione?

Sì, la digital trasformation sta creando nuove sfide all’interno del panorama aziendale, oltre a vere e proprie nuove figure professionali. In questo contesto, la formazione sta assumendo sempre più un’importanza strategica all’interno del mondo produttivo e dei servizi. In particolare, la formazione e il costante aggiornamento del management sono fattori chiave per la crescita e l’innovazione delle imprese e senza dubbio risultano tra le sfide più impegnative.

Nonostante le molteplici possibilità offerte dal mondo digital siano essenziali per la crescita professionale e personale dei profili aziendali, alla conoscenza tecnologica deve necessariamente integrarsi una solida esperienza maturata sul campo. Millennials e profili senior devono quindi lavorare in sinergia, in costante apprendimento gli uni dagli altri. C’è quindi una domanda di formazione molto tecnica e molto pratica per chi ha gli skill ma non ha esperienza aziendale, e per chi è in azienda ma non ha le conoscenze digitali.

IKN si rivolge quindi al middle management con una formazione tecnica e pratica – nei diversi settori - basata sulle reali necessità del mercato. La maggior parte dei docenti dei nostri corsi di formazione sono veri e propri uomini di azienda che capiscono le problematiche che un manager si trova ad affrontare tutti i giorni. L’obiettivo è trasferire un vero e proprio know-how ai manager che partecipano ai nostri corsi, così che possano poi sfruttarlo nella propria attività lavorativa.

3) L'ICT fino alla fine dello scorso secolo era ancora un monopolio maschile. Sempre più donne oggi giungono alla guida di grandi Corporation e Istituti di Ricerca. Crede che le nuove tecnologie possano aiutare a raggiungere il perfetto equilibrio tra uomo e donna nel mondo del lavoro?

Per quanto riguarda la mia esperienza personale posso dire che durante i nostri eventi non vedo più una grande differenza tra uomini e donne. Si vedeva molto 10 anni fa ma la continua evoluzione del mercato sta facendo sì che in tutti i settori e in tutti i Paesi (in qualcuno più velocemente che in altri) il gap gender in azienda stia progressivamente diminuendo e questo anche grazie alle nuove tecnologie.

A mio parere quindi la parità dei sessi nel mondo del lavoro è un argomento che si supererà nei prossimi anni.

4) Relativamente al settore bancario parliamo di due argomenti del momento: FinTech e BlockChain.

 FinTech è il fenomeno a metà strada tra tecnologia e finanza: a parte le poche grandi realtà già affermate, abbiamo startup più piccole e di nicchia.  Potranno queste erodere il business bancario o saranno inglobate dalle banche?

Quello del Fintech è uno dei temi-cardine del nostro ultimo Forum Banca: le nuove startup FinTech stanno proponendo modelli più agili, dinamici e innovativi incentrati sull’utente, sui servizi e sulla customer experience, che spesso si contrappongono a modelli bancari più tradizionali, gravati da infrastrutture lente e complesse.

Quanto emerso dal Forum è chiaro: il futuro starà nell’integrazione di queste due realtà, integrazione che sarà data da acquisizioni o partnership; in ottica di Open Banking, si potrà pensare (e c’è chi lo sta già facendo) di legare i prodotti bancari con i prodotti di terze parti utilizzando l’infrastruttura della banca, suo vero asset strategico.

La vera sfida è invece oggi rappresentata dai new Incumbent, i giganti del Tech, che stanno guardando sempre più con interesse i servizi bancari.

Negli ultimi mesi si parla moltissimo di BlockChain, sarà la futura infrastruttura tecnologica nel settore bancario?

Anche di BlockChain e DLT (Distributed Ledger Technologies) si è ampiamente discusso durante il Forum Banca.

Si tratta di tecnologie che a livello bancario, e non solo, stanno destando un elevato interesse, in quanto possono garantire conformità, integrità, trasparenza e tracciabilità delle transazioni. Diverse le realtà, finanziarie e non, che stanno portando avanti progetti sul tema, sia pubblici, come il Consorzio R3, che privati, come il caso del Nasdaq o della recente collaborazione tra IBM e Walmart.

Affinché il potenziale di Blockchain e DLT possa essere a pieno sfruttato, la vera sfida per le banche sta oggi, da un lato, nello standardizzare i processi in logica Cross-Industry e non più verticale e, dall’altro, nel definire un protocollo che alimenti quella digital unit che è al cuore di ciascun processo.

5) Il mondo dei social network è in costante evoluzione, quali sono le prospettive future in particolare nei settori in cui prevale la presenza di Knowledge Worker?

 IKN è un esempio della realtà della Trasformazione Digitale. Trent’anni fa venivamo da una cultura americana fatta di direct marketing, adesso siamo sui social e siamo molto presenti: è una modalità per entrare in contatto con i clienti e informare “in pillole” sulle tematiche che trattiamo. Utilizziamo oggi le piattaforme idonee per parlare con le aziende con un linguaggio rivolto al B2B, come LinkedIn e Youtube.

L'uso dei Social Network è oggi molto più specializzato, anche se esistono differenze tra singole nazioni.

È infatti possibile riconoscere e identificare l'utilizzo che può essere effettuato aziendalmente per i singoli social, veicolando differenti messaggi per ognuno di questi; l’obiettivo sarà riuscire ad avere una puntuale misurazione del ROI proveniente dagli stessi.

I social network stanno profondamente cambiando il mondo del lavoro e soprattutto le relazioni tra i professionisti. Incontrarsi personalmente è sempre più raro e difficile. Uni dei nostri principali obiettivi è quello di facilitare e incentivare incontri fisici e occasioni di dialogo tra i manager, così da valorizzare e riscoprire l’importanza dello scambio di informazioni e di esperienze sulle tecniche e sugli strumenti specifici di ciascun settore. Il networking tra professionisti è per noi ancora fondamentale e anzi costituisce valore aggiunto alla nostra offerta formativa e contenutistica.

 L'evoluzione tecnologica anche nel settore dei social sta avanzando con grande velocità, ma, anche in questo caso, l’elemento fondamentale sarà il fattore umano.